Presentazione del Libro “Alza la Testa” con gli autori Piero Ricca e gli amici di Qui Milano Libera

10 dic

Salve a tutti.

Volevamo invitare la cittadinanza alla presentazione del libro “Alza la Testa” , edito da ChiareLettere.

Il libro, realizzato da Piero Ricca e gli amici di Qui Milano Libera Diego, Franz ed Elia, racconta retroscena e contesti delle iniziative del gruppo.

Qui sopra trovate il trailer del dvd annesso.

La presentazione, organizzata dagli Amici di Beppe Grillo di Bologna, che ci hanno chiesto di partecipare, si terrà domani  sera giovedì 11 Dicembre alle ore 21 presso la Sala conferenze del Baraccano – via Santo Stefano 119. (Mappa)

Saremo presenti anche noi di Qui Bologna Libera e ci sarà occasione – per chi vorrà – di avvicinarsi al nostro gruppo, conoscerci e cominciare a partecipare attivamente.

Vi aspettiamo numerosi.

Rob

Proprietà di resistenza al taglio

26 nov

Il contestato decreto 133/2008, meglio conosciuto come Decreto Tremonti-Gelmini, prevede, come ben sappiamo, un gran TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE AGLI ATENEI.

  • - 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
  • - 90 milioni di euro per l’anno 2010
  • - 316 milioni di euro per l’anno 2011
  • - 417 milioni di euro per l’anno 2012
  • - 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013

Una potatura indiscriminata e cieca alle teste del paese per salvare le chiappe ad una società politica che scialacqua ogni entrata peggio di un vaso delle Danaidi.

Per sopperire a questo salasso, lo Stato ha tuttavia concesso alle università di trasformarsi in FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO. In quanto tali, non soggiaciono più a leggi statali che fissano il tetto massimo alle tasse. Per cui ognuna farà da sé, facendo dell’università “pubblica” un appannaggio esclusivo di chi se la può permettere.

Si formerebbero Università di serie A e di serie B,in base alle disponibilità economiche degli studenti e quindi titoli di studio dal differente peso. A rimetterci, come sempre, è la base della piramide. ( “E io pago…”)

Sempre alla disperata ricerca di sovvenzioni per sopravvivere a questa legge-cappio le università sarebbero costrette a cercarsi degli sponsor ossia verrebbero finanziate da enti privati.. In questo modo sarebbero le ricerche a venir danneggiate pesantemente, non più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dall’interesse dello sponsor che sborsa i quattrini.

Ma la Repubblica non promuoveva lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica? (art.9)

In poche parole…l’istruzione italiana viene ridotta così ai minimi termini, accessibile solo ad una élite, castrata nei suoi punti di forza, nel progresso,nella libera ricerca e nel libero insegnamento, arretrata, arretrante e sempre meno competitiva. Una prostituta che balla per un paio di monetine.

Agli studenti,si sa, piace ballare, ma solo nelle discoteche, non sulle lame del rasoio.

In tutta Italia, accompagnati da professori, maestri e ricercatori, gli universitari sono scesi nelle piazze a manifestare la loro opinione su questo governo dalle forbici facili. E così pure in Bologna. Attraverso i mezzi della protesta, del corteo, delle lezioni in piazza cercano esasperatamente di far valere un loro diritto costituzionale, il diritto allo studio.

Qui Bologna Libera, anche in questo caso,era lì. Presente per riprendere, sostenere e riportare testimonianza verace dei sentimenti di un popolo che ancora una volta si trova a combattere contro una politica sorda al benessere dei cittadini ma che in compenso, per i propri interessi, ci vede benissimo.

Immergendosi fra gli studenti in protesta ne si evince una società desiderosa di cambiamento e di rispetto. Non certo un popolo di violenti e facinorosi, di gente che occupa le facoltà perchè non ha voglia di far lezione. Niente di tutto questo. Niente di tutto quello che i telegiornali vogliono farci credere. Vedere per credere. L’onda di protesta è spinta soprattutto da gente comune e abbastanza assennata da non cercare la provocazione con la polizia e la violenza. Al contrario si tratta di un popolo giovane e aperto al dialogo, che ci tiene alla propria cultura personale, all’istruzione e al rispetto dei propri diritti. Lo dimostra l’affluenza alle lezioni in piazza, alle conferenze e alle assemblee anche quando si tengono fuori dall’orario scolastico; lo dimostra la ricerca al dialogo con il Rettore e il desiderio di conoscere veramente cosa si sta organizzando alle loro spalle giocando con il loro futuro e con il futuro dei loro figli.

Ed è un popolo ancora abbastanza vivo da puntare i piedi, arrabbiarsi e protestare,finanche a bloccare il traffico, quando viene preso calci..

Forse è proprio questo essere ostinatamente ancora vivi e soggetti pensanti che i politici fa arrabbiare tanto.

Il decreto 133 è la risposta.

Giacomo

Avvertenze: il termine Unipol può provocare reazioni allergiche

2 nov

È recente la notizia di una riabilitazione dell’ex Direttore della Banca d’Italia Antonio Fazio da parte di alcuni importanti esponenti ombra del Partito Democratico.

Se il nostro sistema bancario è più solido, «per quanto possa risultare amaro – ha detto Bersani in un recente seminario organizzato dal gruppo del Pd sulla crisi finanziario-economica – è merito pure di Fazio. Così come adesso è merito di Draghi». Stesse valutazioni da Colaninno: «Perché il nostro sistema bancario è più solido? Forse perché le banche sono più prudenti ma forse anche perché c’è la vigilanza della Banca d’Italia che funziona oggi e ha funzionato ieri quando c’era Fazio».(Fonte)

Parole pesanti, viste le intercettazioni da cui emerge nitidamente il coinvolgimento diretto di Fazio in diverse scalate, sulle quali – invece – avrebbe dovuto vigilare.

Qualche giorno fa Bersani era a Bologna, a un altro seminario sulla crisi finanziaria: abbiamo colto l’occasione per chiedergli spiegazioni sulle sue recenti dichiarazioni.

Bisogna riconoscere che si è dimostrato disponibile al confronto, almeno finchè non è arrivata la parola magica: UNIPOL.

È bastato accennare alla vicenda che vede coinvolti alcuni esponenti del PD oltre allo stesso Fazio, per veder allontanare il ministro ombra al suono di “la gente su certe cose dice tante sciocchezze”.

Nel frattempo, su queste “sciocchezze”, decideranno i giudici di Milano: l’11 Novembre il gup di Milano Luigi Varanelli deciderà sulle richieste di costituzione di parte civile avanzate nella scorsa seduta.

Ma intanto aleggia un’altra notizia, beffarda: Il Sole 24Ore parla di una candidatura molto probabile di Fazio alla Presidenza dello IOR (ovvero la Banca Vaticana). Che dire.. se è uno scherzo, è di pessimo gusto…

PS: Informazione di servizio.

Dopo la lunga pausa estiva, siamo tornati in azione. In questo periodo stiamo seguendo anche la protesta delle scuole e delle università, cercando di documentare senza filtro ciò che accade a Bologna in questi giorni. A breve pubblicheremo il materiale dei giorni scorsi. Quanto ai nostri vecchi video, c’è stato un imprevisto: li ricaricheremo entro breve

Per chi vuol partecipare alle iniziative rinnovo l’invito per stasera, ore 21, davanti al pub “La Bandiga” (Via S.Isaia 6/a, Bologna).Tenete inoltre d’occhio il nostro calendario nella pagina Appuntamenti o iscrivetevi alla newsletter dalla colonna a sinistra.

Rob

Oggi voglio essere Sgarbato!

28 mag

 

Ieri Sgarbi era invitato come critico per un incontro sull’Officina rinascimentale a Bologna. Potevamo farci scappare l’occasione di chiedere ad un pregiudicato, che si candida alla carica di sindaco di Salemi (Sicilia), se fosse giusto appunto che un personaggio con lafedina penale sporca possa accedere a cariche pubbliche e istituzionali?

Abbiamo colto l’occasione anche per ricordargli che non può mentire, sapendo di farlo, nelle sue affermazioni ufficiali e soprattutto sfruttando il servizio pubblico televisivo,pagato da tutti, senza che questo provochi una indignazione a livello morale di cittadini liberi.

Alla domanda sulle condanne Sgarbi teneva a precisare, da vero uomo di cultura, con un paragone per nulla modesto, che anche Socrate e Gesù furono condannati, dimenticando che siamo nel 2008 e che magari ci sono organi più competenti in materia di giustizia rispetto a quelli di oltre 2000 anni fa, ma comunque a lui non interessano i nostri magistrati, anzi aggiunge che sono dei criminali.

Tra le sue espressioni di “cultura” emerge tra l’altro che: Andreotti è stato assolto, perchè innocente; Biagi non è mai stato cacciato dalla RAI; Caselli ha ucciso il procuratore di Cagliari, Lombardini, poichè ne ha causato il suicidio; e Montanelli era un fascista che adorava Mussolini.

Certo, quando ci si rapporta con questo genere di persone, nel particolare con un parto del Maurizio Costanzo Show, definito da molti il peggio della televisione spazzatura, ci si deve aspettare che faccia quello che sa fare meglio, ordendo la sua trama da siparietto e spettacolo. Non sono quindi mancati gli insulti, peraltro gratuiti, a magistrati e giornalisti di rilievo internazionale. Quando però si passa dalle offese, che contraddistinguono il suo repertorio di uomo-spettacolo, alle vere e proprie aggressioni fisiche, per di più verso una ragazza che stava esercitando un suo diritto costituzionale, semplicemente riprendendolo con una telecamera: spintonandola e facendola cadere da un muretto su cui si trovava, si esce dall’ambito dello spettacolo e si entra prepotentemente in quello dell’inciviltà, che sicuramente non è di proprietà degli uomini che appartengono ad una società civile, men che meno di quelli che si definiscono uomini di cultura.

Pietro

Commemorando Falcone e le vittime della mafia

24 mag

Ieri Qui Bologna Libera è scesa in piazza per commemorare l’anniversario della strage di Capaci, dove morì il giudice Giovanni Falcone, abbiamo preso l’occasione per ricordare tutte le vittime di mafia. Il ruolo della memoria è quantomai indispensabile per le situazioni che viviamo oggi, dove ciò che appare in televisione è vero e quello che non appare non esiste. Siamo scesi in strada e siamo andati davanti al Municipio, provvisti divolantini, dove si teneva una seduta del consiglio comunale, cercando di intervistare qualche consigliere sulla condanna morale da applicare all’interno dei partiti, quando alcuni rappresentanti vengono indagati o addirittura condannati in processi basati su prove schiaccianti, quali possono essere, ad esempio intercettazioni ambientali. Purtroppo le sensazioni che abbiamo vissuto sono le solite armonie bipartisan che si creano quando un argomento deve essere evitato. Sono tutti garantisti, ma sembrano fare una confusione enorme per quanto riguarda la condanna giuridica, che spetta alla magistratura e che comprende l’iter dei tre gradi di giudizio, e la condanna morale che spetta in questo caso ai partiti e che non prevede la fine del percorso giuridico, ma deve essere applicata non appena ci si accorge che un appartenente al gruppo ha commesso atti dubbi o è indagato per questi. Questo diceva Borsellino nella famosa intervista prima della sua uccisione e questo teniamo a ribadire soprattutto al deputato Raisi di AN che,come risposta alla domanda se non si sentisse a disagio a stare in una coalizione che vede tra le sue fila personaggi che hanno condanne pendenti proprio riguardanti la mafia, tanto teneva a farci notare che Borsellino stesso ha militato nel suo partito. Se almeno dovete sfruttare l’immagine in maniera così demagogica almeno abbiate la decenza di applicare quello che queste persone dicevano, altrimenti tacete, e ne porterete più bella memoria. Per Falcone, Borsellino, Peppino Impastato, Francese, Siani, De Mauro, tutti gli agenti delle scorte che sono morti, per tutti i commercianti che non pagano il pizzo e denunciano, capaci di apprendere, capaci di capire, capaci di reagire, capaci di indignarsi, capaci di vedere la differenza, capaci di ricordare, Capaci per ricordare.

Pietro

Incontro Qui Bologna Libera

6 apr

Domani sera alle 21.00 ci sarà l’incontro di QBL al pub “La bandiga” (via Sant’Isaia 6/a) dove discuteremo le prossime attività da svolgere. Sono invitate tutte le persone che hanno voglia di impegnarsi a informare la gente sui fatti che i mass media servi del potere distorcono o addirittura nascondono.

Vi aspettiamo.

Pietro

Casini e il solito scudo… d’ipocrisia

20 mar

 

“Ora l’equivoco su cui spesso si gioca é questo, si dice: quel politico era vicino al mafioso, quel politico é stato accusato di avere interessi convergenti con l’organizzazione mafiosa, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico é un uomo onesto. E NO! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale. Può dire beh ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria, che mi consente di dire quest’uomo é mafioso. Però siccome dall’indagine sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioé i politici, cioé le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, cioé i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi, che non costituivano reato, ma erano o rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si é nascosti dietro lo “schermo” della sentenza e detto: questo tizio non é mai stato condannato, quindi é un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che é disonesta, che non é stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’é il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia e non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al proprio interno di tutti coloro che sono raggiunti, ovunque, da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reato.”

Paolo Borsellino (26 gennaio 1989).

Citare frasi di vittime della mafia a un comizio elettorale è sempre così fastidiosamente fuoriluogo…

Chissà perché…

Finchè sono i militanti a dirtelo, non fa né caldo né freddo.. ma quando a ribadirtelo é anche una giornalista a fine serata, si capisce proprio che l’informazione così come oggi noi la conosciamo è proprio diventata il cane da compagnia del potere anziché essere quello da guardia

Martedì 18 Marzo Pierferdinando Casini ha pensato bene di venire a Bologna a presentare le sue liste piene, dove spiccano numerosi nomi di persone che hanno frequentato boss o altri esponenti legati a Cosa Nostra. Ovviamente non potevamomancare e non porgli qualche domanda in merito, fuori copione come sempre, anche perchè ci diverte vederli improvvisare nel loro vero ruolo di scarsi teatranti.

Già perchè, fermo restando l’Art. 27 della Costituzione – secondo cui “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva” – , ci sono fatti che per un politicoche deve legiferare in Parlamento, sono gravi a prescindere dall’accertamento di responsabilità penale. C’è qualcosa di profondamente anomalo – sempre in base a quel famoso rigido codice morale a cui dovrebbero attenersi – se deputati o senatori frequentano importanti esponenti mafiosi, anche la magistratura dovesse poi stabilirne l’assoluzione in sede processuale. Lo Stato dovrebbe combattere la Mafia e i suoi rappresentanti dovrebbero invece guardarsi dall’incontrarne i boss.

Invece il “cattolico mentolato” non ci trova niente di anomalo. Trova invece anomalo e “provocatorio” l’atteggiamento di chi si preoccupa ancora di legalità ed esercitando un suo diritto, gli chiede chiarimenti sulle candidature che ha proposto.

Quando infatti, dopo esser stati tenuti d’occhio tutta la serata, ci avviciniamo e cominciamo a parlare di Salvatore Cuffaro, Calogero Mannino, Saverio Romano, Casini si gira dall’altro lato e chiede un’altra domanda ai giornalisti.

La cosa preoccupante non è molto il suo atteggiamento, simile purtroppo a quello di tanti altri politici, quanto l’impassibilità dei giornalisti di fronte a tutto questo. Tutti pendevano dalle sue labbra per strappargli una dichiarazione sulla 194 o sull’Alitalia, così come tutti han fatto orecchie da mercante di fronte alla nostra domanda e han proseguito dritti: alcuni al termine si sono pure lamentati per avergli impedito di fare altre domande. Inutile ricordargli che se tutti i giornalisti avessero la schiena dritta, forse non saremmo in questa situazione e noi avremmo più tempo per fare altro nella vita.

Comunque Casini alla fine risponde con il solito argomento “fallace” (si invita il lettore a rileggere le parole di Borsellino dopo la dichiarazione di Casini per chiarirsi le idee):

“Noi non facciamo fare le liste alla magistratura…” .. “c’è un articolo della Costituzione che dice che gli imputati sono considerati innocenti fino a sentenza definitiva”…

Abbiamo terminato la serata distribuendo volantini, nonostante le solite minacce rituali ricevute dagli organizzatori, che dobbiamo riconoscere rinnovano continuamente il repertorio; non vi preoccupate sappiamo che fuori dalle vesti da comizio siete persone diverse, almeno speriamo, di una cosa siamo sicuri: non siete uomini liberi.

Rob

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