Archivio | marzo, 2008

Casini e il solito scudo… d’ipocrisia

20 Mar

 

“Ora l’equivoco su cui spesso si gioca é questo, si dice: quel politico era vicino al mafioso, quel politico é stato accusato di avere interessi convergenti con l’organizzazione mafiosa, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico é un uomo onesto. E NO! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale. Può dire beh ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria, che mi consente di dire quest’uomo é mafioso. Però siccome dall’indagine sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioé i politici, cioé le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, cioé i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi, che non costituivano reato, ma erano o rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si é nascosti dietro lo “schermo” della sentenza e detto: questo tizio non é mai stato condannato, quindi é un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che é disonesta, che non é stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’é il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia e non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al proprio interno di tutti coloro che sono raggiunti, ovunque, da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reato.”

Paolo Borsellino (26 gennaio 1989).

Citare frasi di vittime della mafia a un comizio elettorale è sempre così fastidiosamente fuoriluogo…

Chissà perché…

Finchè sono i militanti a dirtelo, non fa né caldo né freddo.. ma quando a ribadirtelo é anche una giornalista a fine serata, si capisce proprio che l’informazione così come oggi noi la conosciamo è proprio diventata il cane da compagnia del potere anziché essere quello da guardia

Martedì 18 Marzo Pierferdinando Casini ha pensato bene di venire a Bologna a presentare le sue liste piene, dove spiccano numerosi nomi di persone che hanno frequentato boss o altri esponenti legati a Cosa Nostra. Ovviamente non potevamomancare e non porgli qualche domanda in merito, fuori copione come sempre, anche perchè ci diverte vederli improvvisare nel loro vero ruolo di scarsi teatranti.

Già perchè, fermo restando l’Art. 27 della Costituzione – secondo cui “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva” – , ci sono fatti che per un politicoche deve legiferare in Parlamento, sono gravi a prescindere dall’accertamento di responsabilità penale. C’è qualcosa di profondamente anomalo – sempre in base a quel famoso rigido codice morale a cui dovrebbero attenersi – se deputati o senatori frequentano importanti esponenti mafiosi, anche la magistratura dovesse poi stabilirne l’assoluzione in sede processuale. Lo Stato dovrebbe combattere la Mafia e i suoi rappresentanti dovrebbero invece guardarsi dall’incontrarne i boss.

Invece il “cattolico mentolato” non ci trova niente di anomalo. Trova invece anomalo e “provocatorio” l’atteggiamento di chi si preoccupa ancora di legalità ed esercitando un suo diritto, gli chiede chiarimenti sulle candidature che ha proposto.

Quando infatti, dopo esser stati tenuti d’occhio tutta la serata, ci avviciniamo e cominciamo a parlare di Salvatore Cuffaro, Calogero Mannino, Saverio Romano, Casini si gira dall’altro lato e chiede un’altra domanda ai giornalisti.

La cosa preoccupante non è molto il suo atteggiamento, simile purtroppo a quello di tanti altri politici, quanto l’impassibilità dei giornalisti di fronte a tutto questo. Tutti pendevano dalle sue labbra per strappargli una dichiarazione sulla 194 o sull’Alitalia, così come tutti han fatto orecchie da mercante di fronte alla nostra domanda e han proseguito dritti: alcuni al termine si sono pure lamentati per avergli impedito di fare altre domande. Inutile ricordargli che se tutti i giornalisti avessero la schiena dritta, forse non saremmo in questa situazione e noi avremmo più tempo per fare altro nella vita.

Comunque Casini alla fine risponde con il solito argomento “fallace” (si invita il lettore a rileggere le parole di Borsellino dopo la dichiarazione di Casini per chiarirsi le idee):

“Noi non facciamo fare le liste alla magistratura…” .. “c’è un articolo della Costituzione che dice che gli imputati sono considerati innocenti fino a sentenza definitiva”…

Abbiamo terminato la serata distribuendo volantini, nonostante le solite minacce rituali ricevute dagli organizzatori, che dobbiamo riconoscere rinnovano continuamente il repertorio; non vi preoccupate sappiamo che fuori dalle vesti da comizio siete persone diverse, almeno speriamo, di una cosa siamo sicuri: non siete uomini liberi.

Rob

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Can we ask 2 questions? Yes, we can

19 Mar

Almeno così credevamo, ma ahinoi il sogno si è infranto e con una rapidità spaventosa. E dire che ci contavamo sul serio, in fondo sono parole sue: “Si può fare”. Evidentemente ci dev’essere una lista nascosta di cosa si può fare, oppure è scritto molto molto in piccolo.

Comunque prepariamo lo striscione e stampiamo i volantini e nonostante la pioggia andiamo a incontrare Veltroni. Entriamo e, un po’ per mimetizzarci un po’ per necessità, recuperiamo due bandiere del PD – utilissime per alzare lo striscione – e trepidanti attendiamo. Ripassiamo il da farsi neanche troppo sottovoce, tanto che qualcuno ci nota: fortunatamente nessuno di pericoloso. Alla fine arriva. Veltroni entra in sala ed è tutto uno sbandierare e un cantare Jovanotti, sulle note di “Mi fido di te”, coperti dal trambusto prepariamo lo striscione e aspettiamo che tutto si calmi. Appena lo sbandieramento finisce srotoliamo lo striscione. TADAN! La richiesta è così semplice che chiunque potrebbe capirla: “possiamo fare 2 domande?”. La gente ci guarda con aria interrogativa: quelli che riescono a leggere la scritta si domandano cosa mai vorremmo chiedere, mentre quelli che non riescono a leggerla probabilmente pensano sia un messaggio d’amore per Veltroni.

Non passa molto tempo prima che arrivi il primo scagnozzo, sotto le direttive dello sguardo veltroniano che con un occhio guarda la folla e con l’altro indica il nostro striscione affinchè qualcuno intervenga a toglierlo. Lo scagnozzo in questione si rivela essere un poliziotto che ci intima di abbassare lo striscione, minacciandoci di denuncia(per cosa?!?!?!). Noi gli diciamo che può prendersi i nostri documenti ma che lo striscione non scende. Spiazzato passa alle minacce vere e proprie, del tipo:“Ora vado a chiamare qualcuno che ve lo fa tirare giù!”. A parte il fatto che non è più tornato, ma se lui è un poliziotto, chi altro potrebbe mai andare a chiamare più in alto? Forse quelli che menano. Vista la scenata alcune persone ci appoggiano difendendoci e dicendo che non abbiamo fatto nulla per meritare quel trattamento (fortunatamente siamo a Bologna, altrimenti probabilmente le avremmo prese), altre spazientite per la confusione creata ci etichettano in tutti i modi: dal semplice “rompicoglioni” di una giovane quasi in lacrime (pensiamo di rabbia, ricordiamo che volevamo fare solo due domande), al ben più fantasioso “fascisti” di un anziano che muove pure le mani. Certo è bello che a sinistra ci diano dei fascisti e a destra dei comunisti, non si decideranno mai! Noi intanto ci spostiamo verso il lato della sala in modo da non oscurare lo spettacolo alle persone dietro di noi, il tutto molto in silenzio e aspettando il nostro turno, che non arriverà mai.Arriva invece un altro personaggio che ci chiede di abbassare lo striscione iniziando un discorso che va avanti per 20 minuti. La gente si spazientisce e noi cerchiamo di spiegare che non è colpa nostra ma del signore che parla da solo.
Alla fine Giulia riesce a fare le domande a Veltroni, proprio mentre sta uscendo. Gli chiede di spiegare le candidature ambigue presentate dal PD, specialmente quelle in Sicilia di Crisafulli, Cusumano e Cocilovo. Veltroni risponde: “Noi abbiamo un impegno garantista, non ci sono sentenze”. Però i contatti con i mafiosi ci sono, ma secondo lui non è importante. Nessuno di noi pretende di poter mandare in galera eventuali colpevoli: a quello penseranno gli organi competenti; noi pretendiamo invece che le istituzioni siano completamente prive di persone anche soltanto sospettate, o addirittura condannate in vari gradi di giudizio, di avere contatti dubbi o traffici loschi, e che queste sianoallontanate dalla vita politica. Gli stessi politici dovrebbero vigilare affinchè sia rispettato un rigido codice morale: è l’unica occasione di credibilità che gli rimane.Ricordiamo che una volta entrati in Parlamento questi signori godono dell’immunità e non possono più essere toccati (appunto gli “intoccabili”); i loro reati potrebbero cadere in prescrizione, o peggio venir depennati con una legge, magari approvata da loro stessi. La storia insegna.
 Insomma, Veltroni può benissimo dire che non ci sono le sentenze, facendoli entrare in Parlamento non ci saranno mai, è una semplice scusa che usano davanti ai cittadini per evitare di dare spiegazioni, ricordiamo che uomini come Borsellino affermarono che non c’è bisogno di una sentenza per allontanare da cariche istituzionali una persona anche se solo sospettata di rapporti con esponenti mafiosi.
 Le persone comuni condannate, anche solo in primo grado, incontrano molte restrizioni a livello di vita pubblica, questo non vale certo per i protetti, che anzi possono tranquillamente “scontare” la loro pena in Parlamento.
Pietro

Andar per Casini

18 Mar

Ciao a tutti, oggi martedi 18 a Bologna ci sarà Casini e più precisamente alle 18.30 al cinema Antoniano in via Guinizelli 3 (mappa) , per una manifestazione pubblica. Noi di Qui Bologna Libera saremo là ad aspettarlo cercando di fargli qualche domanda magari sulle candidature che ha proposto, che vedono la presenza di persone che hanno avuto rapporti con la mafia; e anche di chiarire le vicende che vedono coinvolte la famiglia Caltagirone (Casini è sposato con Azzurra Caltagirone in seconde nozze) quando si parla di affari e corruzione.

Vi aspettiamo numerosi.
Pietro

Un’insolita accoglienza

11 Mar

Ecco finalmente il video della serata tenutasi a Bologna con Di Pietro alla quale eravamo presenti. Certo ci lascia sempre sorpresi quando un politico risponde alle domande, anzichè fare intervenire qualcuno per metterci a tacere come al solito. Quindi godetevi queste scene senza abituarvici troppo, perchè tra manganellate, spintoni e insulti non va sempre così bene. Tenetevi aggiornati sul sito per i prossimi appuntamenti.

A presto

Pietro