Archivio | maggio, 2008

Oggi voglio essere Sgarbato!

28 Mag

 

Ieri Sgarbi era invitato come critico per un incontro sull’Officina rinascimentale a Bologna. Potevamo farci scappare l’occasione di chiedere ad un pregiudicato, che si candida alla carica di sindaco di Salemi (Sicilia), se fosse giusto appunto che un personaggio con lafedina penale sporca possa accedere a cariche pubbliche e istituzionali?

Abbiamo colto l’occasione anche per ricordargli che non può mentire, sapendo di farlo, nelle sue affermazioni ufficiali e soprattutto sfruttando il servizio pubblico televisivo,pagato da tutti, senza che questo provochi una indignazione a livello morale di cittadini liberi.

Alla domanda sulle condanne Sgarbi teneva a precisare, da vero uomo di cultura, con un paragone per nulla modesto, che anche Socrate e Gesù furono condannati, dimenticando che siamo nel 2008 e che magari ci sono organi più competenti in materia di giustizia rispetto a quelli di oltre 2000 anni fa, ma comunque a lui non interessano i nostri magistrati, anzi aggiunge che sono dei criminali.

Tra le sue espressioni di “cultura” emerge tra l’altro che: Andreotti è stato assolto, perchè innocente; Biagi non è mai stato cacciato dalla RAI; Caselli ha ucciso il procuratore di Cagliari, Lombardini, poichè ne ha causato il suicidio; e Montanelli era un fascista che adorava Mussolini.

Certo, quando ci si rapporta con questo genere di persone, nel particolare con un parto del Maurizio Costanzo Show, definito da molti il peggio della televisione spazzatura, ci si deve aspettare che faccia quello che sa fare meglio, ordendo la sua trama da siparietto e spettacolo. Non sono quindi mancati gli insulti, peraltro gratuiti, a magistrati e giornalisti di rilievo internazionale. Quando però si passa dalle offese, che contraddistinguono il suo repertorio di uomo-spettacolo, alle vere e proprie aggressioni fisiche, per di più verso una ragazza che stava esercitando un suo diritto costituzionale, semplicemente riprendendolo con una telecamera: spintonandola e facendola cadere da un muretto su cui si trovava, si esce dall’ambito dello spettacolo e si entra prepotentemente in quello dell’inciviltà, che sicuramente non è di proprietà degli uomini che appartengono ad una società civile, men che meno di quelli che si definiscono uomini di cultura.

Pietro

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Commemorando Falcone e le vittime della mafia

24 Mag

Ieri Qui Bologna Libera è scesa in piazza per commemorare l’anniversario della strage di Capaci, dove morì il giudice Giovanni Falcone, abbiamo preso l’occasione per ricordare tutte le vittime di mafia. Il ruolo della memoria è quantomai indispensabile per le situazioni che viviamo oggi, dove ciò che appare in televisione è vero e quello che non appare non esiste. Siamo scesi in strada e siamo andati davanti al Municipio, provvisti divolantini, dove si teneva una seduta del consiglio comunale, cercando di intervistare qualche consigliere sulla condanna morale da applicare all’interno dei partiti, quando alcuni rappresentanti vengono indagati o addirittura condannati in processi basati su prove schiaccianti, quali possono essere, ad esempio intercettazioni ambientali. Purtroppo le sensazioni che abbiamo vissuto sono le solite armonie bipartisan che si creano quando un argomento deve essere evitato. Sono tutti garantisti, ma sembrano fare una confusione enorme per quanto riguarda la condanna giuridica, che spetta alla magistratura e che comprende l’iter dei tre gradi di giudizio, e la condanna morale che spetta in questo caso ai partiti e che non prevede la fine del percorso giuridico, ma deve essere applicata non appena ci si accorge che un appartenente al gruppo ha commesso atti dubbi o è indagato per questi. Questo diceva Borsellino nella famosa intervista prima della sua uccisione e questo teniamo a ribadire soprattutto al deputato Raisi di AN che,come risposta alla domanda se non si sentisse a disagio a stare in una coalizione che vede tra le sue fila personaggi che hanno condanne pendenti proprio riguardanti la mafia, tanto teneva a farci notare che Borsellino stesso ha militato nel suo partito. Se almeno dovete sfruttare l’immagine in maniera così demagogica almeno abbiate la decenza di applicare quello che queste persone dicevano, altrimenti tacete, e ne porterete più bella memoria. Per Falcone, Borsellino, Peppino Impastato, Francese, Siani, De Mauro, tutti gli agenti delle scorte che sono morti, per tutti i commercianti che non pagano il pizzo e denunciano, capaci di apprendere, capaci di capire, capaci di reagire, capaci di indignarsi, capaci di vedere la differenza, capaci di ricordare, Capaci per ricordare.

Pietro